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Il Monte Faito perde uno dei suo figli, Giovanni il patròn della Cinciallegra

Aggiornato il: mag 3


Giovanni Somma Faito


Alle prime curve del Faito dove la montagna si apre con il caratteristico paesaggio delle faggete e dei castagni, si presenta, porta di benvenuto ai visitatori, il grazioso Hotel Ristorante La Cinciallegra.


Oggi purtroppo primo maggio Festa del lavoro, e di quanti fanno della loro attività una vocazione, il Monte Faito perde inaspettatamente Giovanni Somma, il patròn della Cinciallegra, una delle figure più carismatiche della montagna, lasciando tutti noi orfani del suo amore autentico che lui celebrava ogni giorno attraverso la sua cucina, l'attaccamento alla famiglia e alla sua comunità faitense.


Giovanni Somma formatosi con gli insegnamenti di Andrea, papà del più famoso Chef Antonino Cannavacciuolo, e forte di una lunga esperienza professionale, portava avanti fiero dell'aiuto della moglie Cristina, compagna e collega cuoca, una gastronomia della tradizione della vecchia scuola, capace di far rivivere al meglio i piatti tradizionali.


Ricordiamo il suo ruolo da protagonista nella storica Festa della castagna, come anche nella festa dedicata a San Michele a fine settembre con la tanto attesa capra in umido, ricetta antica legata alla ricorrenza e sua specialità, e ancora in tanti altri momenti significativi del Faito.


Giovanni raccontava ai visitatori la storia delle tradizioni ed i valori della montagna, con la sua tipica accoglienza, in maniera sorprendente faceva sentire subito gli ospiti a casa.

Nessuno può dimenticare lo scoppiettio del camino ed i profumi della legna, nella convivialità dell'attesa che anticipava il momento del pranzo. Giovanni non lasciava mai soli i suoi ospiti, seppure impegnato in cucina, non faceva mai mancare la sua presenza e le sue avvincenti storie.


Monte Faito, memore di antichi splendori, pregno di storia e cultura, come tutte le comunità montane, abbandonate da uno sviluppo degli ultimi decenni che ha privilegiato le zone costiere, sono anni che, raccogliendo tutte le sue forze, cerca disperatamente di rialzarsi. Ma come ogni comunità fragile, più esposta alle avversità di ogni tipo, non incontra ancora il suo riscatto. L'auspicio è che la comunità del Faito, composta dai suoi abitanti, dai villeggianti, dagli Enti e Associazioni, dai Comuni e da tutti gli amanti della montagna, addolorati e ispirati dall'esempio di Giovanni potranno mettere insieme le proprie energie definitivamente in sua memoria. Slow Food non farà mancare, come già nel passato, la sua presenza ed il suo impegno nell'apporto alla tutela e difesa della biodiversità e delle tradizioni della nostra montagna.


Uniti al dolore della famiglia Somma e della comunità intera. Ciao Giovanni.



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